lunedì 6 ottobre 2008
lunedì 22 settembre 2008
sabato 19 aprile 2008
Risi&Bisi école de cuisine basique italienne

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martedì 23 ottobre 2007
Grasse matinée: brunch avec tartines
"Le cime di rapanello mi perseguitano. Vai al mercato la domenica mattina, vedi dei bellissimi rapanelli, con verdi foglie rigogliose, che solo a guardarle viene l'acquolina. Ma che farci? Nei libri di cucina nessuna menzione, su internet solo qualche decotto o da usare per insaporire un'insalata. Ci sono anche antiche raccomandazioni tramandate verbalmente sull'effetto digestivo in caso di abbuffata dei bulbi del Raphanus sativus. Non resta che sperimentare direttamente la cottura delle cime di rapanello. Ecco l'esito.

Il mercato di domenica mattina ha fruttato, tra l'altro, due bei mazzi di rapanelli, con foglie abbondanti e fresche. Al tatto sono un po' rugose, ma hanno l'aria appetitosa e il sapore è vagamente piccante. Oggi niente insalata e, allora, proviamo a cuocerle. Metto un pentolino d'acqua a bollire, preparo una padella con un po' d'olio, aglio e peperoncino, tiro fuori il Philadelphia avanzato dal frigo, lavo i rapanelli di uno dei due mazzi e mondo tutte le cime a disposizione. Su un vecchio asse di legno, taglio a fette sottilissime i rapanelli. Sullo stesso asse, affetto del pane casereccio, comprato tre giorni prima. In una ciotola, lavoro il Philadelphia ammorbidito con un abbondante filo d'olio, le fettine di rapanelli, un po' di sale e una bella macinata di pepe. Le cime di rapanello, invece, finiscono per una trentina di secondi nel pentolino dell'acqua che bolle, prima di essere gettati in mezzo alla padella con olio, aglio in camicia e peperoncino spezzato. Mentre il pane è a tostare, aggiusto l'olio e il sale della crema di Philadelphia e rapanelli: peccato non avere formaggio fresco, una cipolla di primavera e qualche filo di erba cipollina per una vera tartitna bruxellese al plattekeis. Comunque, dopo quattro minuti tolgo dalla fiamma la padella, spalmo la finta plattekeis sul pane tostato e appena oliato, e vi poggio le cime di rapanello insaporite.
Il risultato non è niente male. I sapori sono equilibrati, con le cime di rapanello che compensano il bulbo. Un po' piccante, un po' no.
Ingredienti:
Due bei mazzi di rapanelli con cime abbondanti e fresche
500 grammi di formaggio bianco plattekeis (o quel che c'è di Philadelphia in frigo)
Olio extravergine d'oliva quanto vi pare
Un po' di sale con moderazione
Una macinata di pepe
Un spicchio d'aglio vestito o svestito
Un peperoncino
Qualche fetta di pane casereccio invecchiato almeno un paio di giorni
Per l'autentica tartina bruxellese al plattekeis:
Lavorare il formaggio bianco con i rapanelli affettati, qualche filo di erba cipollina e una cipolla di primavera tritata.
2. Tartina per un brunch contro le uova strapazzate al salmone
Uova strapazzate al salmone? Bleah! Soprattutto una volta che si sono assaporati i gamberetti grigi, le crevettes grises che in Belgio abbondano nelle crocchette, dentro ai pomodori imbottiti di maionese o semplicemente su una fetta di pane imburrata. Allora, prendo quattro uova freschissime e le sbatto con dolcezza in una ciotola, prima di salarle e peparle. In una padella scaldo un filo d'olio, mentre quattro fette di pane casereccio finiscono nel tostapane. Strapazzo le uova ma delicatamente, ammorbidendole con un filo di latte abbondante, fino a una cottura bavosa. Quando tutto è pronto, spalmo del burro semi-salato sul pane caldissimo, così che si sciolga e ne penetri i meandri. Sopra ci metto uno strato di uova bavose e abbondanti crevettes grises.
Il risultato è ben altro che uova strapazzate al salmone!
Ingredienti:
Quattro uova freschissime.
Un goccio abbondante di latte
Un pizzico di sale
Una macinata di pepe
100 grammi di crevettes grises
Olio extravergine d'oliva quanto basta
Burro semi-salato
Qualche fetta di pane casereccio invecchiato almeno un paio di giorni
martedì 5 giugno 2007
Salat Israeli [Insalata Israeliana]
Ingrédients
2 poivrons ou verts ou rouges
sabato 2 giugno 2007
Oggetti da cucina di terza, meglio, quarta generazione
Atlelier des Chefs
Cours de cuisine
Rue de Chartreux, 17
1000 - Bruxelles
venerdì 1 giugno 2007
Stuz-z[i]ucchine con ricotta e mentuccia
Se le zucchine sono già grigliate, questo antipasto è pronto in un attimo. E' anche vero però che se le zucchine sono state condite con olio extravergine di olia abbondante, sale, pepe e un po' di prezzemolo, e sono rimaste a "marinare" per qualche ora, il risultato è sicuramente più gustoso. Il passo successivo consiste nel condire con un filo d'olio, sale, pepe e menta fresca la ricotta. Poi, con un po' di pazienza e l'aiuto di un cucchiaino da té basterà farcire le zucchine con l'impasto di formaggio e fermare con uno stuzzicadenti. Servire fresco. lunedì 28 maggio 2007
Insalata di lenticchie, cipolle di Tropea e pomodori

Per 4 persone
4 tazzine di lenticchie secche (da mettere a bagno la sera prima) oppure una scatola di lenticchie già cotte (meglio la prima opzione!)
1 cipolla di Tropea viola viola
3 o 4 pomodori
olio
sale
pepe
(per chi preferisce una semplice vinaigrette: mostarda all’aceto, olio)
Cuocere le lenticchie con un semplice soffritto di cipolla bianca e un po' di dado. Tagliare la cipolla a rondelle e i pomodori a dadini. Una volta cotte, mescolare tutti gli ingredienti e condire o all’italiana – con olio, sale e pepe - oppure con la vinaigrette.
venerdì 25 maggio 2007
Are you a Zinneke?

Tra gli altri eventi, anche questo corso, è organizzato per celebrare il ritorno della statua di Zinneke (il cagnetto meticcio in fotografia)* simbolo del carattere interculturale e mutliculturale della Bruxelles di ieri, di oggi e di domani. Per i più curiosi aggiungo che l'etimologia di Zinneke si rifà al nome fiammingo del fiume che scorreva a Bruxelles prima di essere coperto, la Zenne (in francese Senne) sulle cui rive vivevano molti cani meticci.
giovedì 10 maggio 2007
Philip's Biscuits (Anversa)
Stamattina ci siamo svegliati sapendo di aver finito il caffé buono, quello italiano, e di non aver più neppure un biscotto. Abbiamo desiderato ardentemente un sacchetto dei biscotti al burro, a forma di mano, che si trovano solo ad Anversa in un biscottificio che sembra una fucina dove fate e gnomi infornano biscotti da mattina a sera. E' un luogo da favola che i buongustai non possono perdere.
Perchè i biscotti di Anversa sono a forma di mano? Perchè la mano è il simbolo della città.mercoledì 9 maggio 2007
Una scoperta formidabile: penne con gli asparagi
Penne con asparagi
Per 2 persone
Ingredienti:
una decina di asparagi verdi
olio extravergine di oliva
sale
pepe
pasta
Prima tappa: lavare e mondare gli asparagi. Tagliare i gambi a rondelline, lasciando intatte le punte.
Seconda tappa: in un po' di olio d'oliva far soffrigere per qualche minuto gli asparagi a rondelle a cui successivamente si aggiunge un po' d'acqua. Lasciare bollire per una ventina di minuti
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Terza tappa: dopo quindici minuti aggiungere le punte, precedentemente tagliate che bolliranno insieme alle rondelline per altri cinque minuti.
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Quarta e quinta tappa: passare al mixer una parte degli asparagi la cui "mousse" verrà aggiunta alla parte non frullata. Una volta bollita la pasta, spadellarla a fuoco vivo con gli asparagi. Aggiungere successivamente parmigiano (non troppo) e un filo di olio crudo.
lunedì 7 maggio 2007
Quando proprio la voglia di cucinare è a -5 ...
... ma si ha una fame da lupi, si chiede immediato soccorso all'omelette che, nelle famiglie italiane, è altrimenti detta frittata. Per quanto mi riguarda è proprio l'ultima spiaggia - si vede che da piccola, a forza di zabaioni, mi hanno fatto uscire le uova dagli occhi - ma non la disdegno se è farcita con verdure e formaggio. Sopra un tipico esempio di frittata fatta in casa con zucchine, parmigiano, mozzarella, sale, pepe e qualche foglia di basilico che può essere sostituito, a piacere, con un po' di mentuccia fresca. 
A Bxl, in Place Fernad Coq, si possono gustare delle ottime omelette ("baveuses" ou "pas baveuses") da Parallèle. Ambiente accogliente, pieno di giovani, dove si può mangiare un piatto veloce a pranzo o bere un buon tè alla menta. Molto piacevole d'estate mangiare fuori con l'edificio della Commune d'Ixelles di fronte. Qui sotto classico esempio di omelette del Parallèle: molto ricca... forse un po' troppo...
mercoledì 2 maggio 2007
Tagliata di tonno al pepe e julienne di cetriolo e citronette

E' una di quelle ricette che, nonostante la facilità, non avevo ancora provato a cucinare. L'idea era di fare qualcosa di nuovo, di sano, di fresco e saporito. Ecco subito recuperata la ricetta.
Tagliata di tonno al pepe e julienne di cetriolo e citronette
Per 4 persone:
In un mortaio pestare un cucchiaio ciascuno di pepe bianco, nero, rosa e verde. Trasferire tutto in un piatto. Salare e ungere con poco olio extravergine di oliva 600 gr di filetto di tonno che si passerà nel mix di pepe così da rivestirlo in modo uniforme. Mettere a riscaldare un cucchiaio di olio extravergine di oliva in una padella antiaderente e trasferire il filetto di tonno che cuocerà 2 minuti per lato. Toglierlo dal fuoco, lasciarlo intiepidire prima di tagliarlo a fette dello spessore di 1 cm con un coltello ben affilato. Servire la tagliata con 2 cetrioli sbucciati, privati dei semi e tagliati a julienne. Codire il tutto con un'emulsione preparata sbattendo succo di 2 lime con due cucchiai di olio extravergine di oliva , un cucchiaio di salsa di soia e un cucchiaino di zucchero di canna.
Servire con rucola (possibilmente non belga... che non sa proprio di niente) e pomodori possibilmente profumati di sole e saportiti di Italia (evitare quelli delle Fiandre... che non sanno neppure di Mare del Nord!)
In senso orario: tonno poelé al pepe con julienne di cetriolo, rucola, Lebane bi kyiyar (fatto a modo mio) e pomodori peretti. lunedì 23 aprile 2007
Vedure alla griglia: in due è (quasi sempre) tutto più semplice
Oltre a lavare e tagliare le verdure da grigliare, in due è più semplice e divertente i) fare il letto, soprattutto se è a due piazze; ii) lavare ed asciugare i piatti; iii) fare il puré; iv) fare sport; v) andare per mostre e a teatro; vi) preparare la tavola; vii) ripetere in vista di un colloquio o un esame; vii) litigare e fare la pace [...] (si aspettano suggerimenti...)
Rigatoni con le verdure alla griglia (o altrimenti detta pasta alla Manuel) Questo piatto si chiama così per è nata dalla congiunta realizzazione con l'ultimo coinquilino, Manuel, con cui ho condiviso l'appartamento del periodo universitario. Messicano, ottimo cuoco, dolcissimo e ricco di inventiva. Abbiamo condiviso le sofferenze della torrida estate fiorentina del 2003, nell'appartamento più caldo di tutto Oltrarno. Nonostante i 40 gradi al sole, abbiamo continuato a grigliare verdura nel cucinino di 2mx2m e ci siamo "scofanati lo scofanabile". E' in Europa, finalmente, e spero solo di poterlo rivedere molto presto.
Ingredienti
Preparazione
domenica 22 aprile 2007
Mangiarcantando dalla Senora Adela
Quando le donne si mettono in testa qualcosa, è quasi una certezza che il progetto si realizzi. Con Al., avevamo deciso che, al suo ritorno dal Sudan e al mio ritorno nel "plat pays", avremmo portato fuori tutti gli uomini della "famiglia" che generalmente amano ritrovarsi in rue du collège. "Basta, una volta per tutte bisogna innovare queste liturgie!" Visto che Shoura's Co ha chiuso A. ha proposto di provare un lationo-americano a St.Gilles dove con Gl. erano già stati un paio di volte: Araucana. Una vera sorpresa. Mi sono documentata e ho scoperto che questo luogo, caldo e accogliente, kitsch e chiassoso e, soprattutto, dove non bisogna avere fretta, ha una storia tutta particolare. Eccola: "Certains restaurants n’auront jamais d’étoile(s) à faire valoir. Pas de distinction gravée dans le marbre d’un guide gastronomique. Pas les honneurs bedonnants d’un critique culinaire juché sur le tabouret branlant de sa profession. Araucana fait partie de ces adresses-là. Pourtant, cet endroit est bien plus qu’un simple restaurant. L’enseigne possède une véritable âme, celle de sa propriétaire, Adela. A dire vrai, on s’y rendrait rien que pour elle. Sa gentillesse est extrême : même si l’on vient ici pour la première fois, on est reçu comme un habitué. Avec un vrai sens de l’autodérision et un craquant français mâtiné d’accent espagnol, elle accueille en bouleversant toutes les règles du métier. Elle tutoie, influe en douceur sur les choix et impose son rythme. On pardonne tout à cette mère courage dont la vie a des allures de roman. On est suspendu à ses lèvres quand elle raconte son histoire. Au Chili, cette maman de cinq enfants était à la fois camionneur et échevin de son village. Jusqu’au coup d’Etat de Pinochet qui fit d’elle une condamnée à mort. Par chance, elle put s’évader et l’asile politique lui fut proposé par quatre pays différents. Pour notre bonheur, c’est la Belgique qu’elle a choisie. Aujourd’hui, cela fait dix-sept ans qu’Adela a ouvert sa propre enseigne. Après plusieurs petits boulots, elle s’est lancée sans la moindre expérience. Elle a opté pour une formule simple directement inspirée par les “cantinas” telles qu’on les trouve en Amérique du Sud. L’Araucana – le nom rend hommage aux premiers habitants du Chili – fait la part belle à la viande. Des steaks de bœuf argentin de 500 grammes parfaitement cuits s’affichant à 20 euros. Ces délices brutes s’emparent des assiettes voisinant avec des tomates mêlées d’ail et des frites maison. Succulent. Comme là-bas! L’endroit propose aussi d’énormes scampis pour les amateurs, des empañadas (des sortes de chaussons farcis chiliens), un vrai Ceviche qui n’a rien d’un pseudo-tartare et du Pastel de choclo (de la viande hachée de poulet enrobé de pâte de maïs)… L’impression qui domine est celle de passer une soirée de l’autre côté de l’Atlantique. Surtout les vendredis et samedis soirs où des musiciens viennent mettre l’ambiance. Quelques détails qui ne passeraient pas ailleurs font ici partie du charme : la déco très kitsch de café un peu moche, le vin servi trop chaud et les tables à côté de la vitrine un peu froide quand le temps n’est pas de la partie (mieux vaut réserver près du bar). Peu importe, on sort de là avec du baume sur le cœur". (Tribune de Bxl)AraucanaRue Hotel des Monnaies, 631060 Saint-Gillestel. 02. 539.25.76chiuso il LunedìPrezzo: - di 25 euro
sabato 21 aprile 2007
Farfalle con broccoli, pomodori e ricotta salata - Quando a cucinare ci pensa lui.

martedì 20 febbraio 2007
Gamberi alla melanger tout et aboutir à quelche chose - Chez Naphie

6 scalogni
1 testa intera d'aglio
1 cipolla
1 porro
1 carota
2 chiodi di garofano
4 barattoli di latte di cocco
12 dl di olio di palma
2 cucchiai di curry rosso
domenica 18 febbraio 2007
Cake salata prima che scadano le uova
Mi dispiaceva pensare di dover buttare via le uova, quindi mi sono decisa ad utilizzarle per preparare qualcosa di sfizioso e nuovo. Anche questo è un esperiemento, visto che in Italia, oltre alle torte salate e alle focacce, non siamo abituati a delle vere e proprie cakes. Ho scoperto che la preparazione è davvero semplice e rapida, per di più il risultato è esteticamente molto bello. Se si hanno degli avanzi di verdure, fresche o già cotte, di formaggio e di insaccati si può creare qualcosa di mai provato prima solamene mescolando tutto insieme. Io, ad esempio, avevo cipolla, un mezzo sedano verde, del formaggio olandese (gudda) e dei cubetti di pancetta, timo, menta e basilico. Ho fatto appassire 1/2 cipolla tagliata sottile sottile in un po' di olio con uno spicchio d'aglio in camicia. Ho aggiunto il sedano tagliato a dadini e i cubetti di pancetta, ho salato e pepato e alla fine ho aggiunto tutte le erbe che avevo. In una ciotola, nel frattempo, ho battuto 3 uova, con 10 cl di olio di oliva e 10 cl di latte parzialmente scremato. Ho aggiunto 180 gr. di farina, 100 gr. di formaggio olandese tagliato a dadini e 1 sacchetto di lievito liofilizzato. Con le frustre elettriche ho lavorato il composto sino ad ottenere una miscela omogenea e senza grumi. Ho aggiunto il sedano e la cipolla precedentemente appassiti e ho mescolato bene con un cucchiaio di legno. Il composto ottenuto può essere versato in una piccola forma da forno per torte o nelle formine più piccole (v. immagine) a seconda delle necessità. Si può decorare con dei fili fi cipolla. Dopo aver riscaldato il forno a 180 c°, si inforna e si lascia cuocere per circa 50 mininuti.
sabato 17 febbraio 2007
Secondo tentativo: la focaccia di Ada Boni
Credo che l'errore stia nel perseverare ad utilizzare il lievito chimico per non dover andare chez René, la pasticceria a Place Fernand Coq, ad elemosianare un po' di livieto fresco. Anche la pigrizia si paga, nella vita. Al prossimo tentativo. Il terzo e, vi assicuro, anche l'ultimo e di successo!
Panificio Pugi
Piazza San Marco 8 rosso, Firenze
Boulangerie Patisserie Réné
Place Fernand Coq, Ixelles.


