Sono trascorsi quattro anni e sembra che sia passato solo un attimo. Ora si ricomincia, anche se nei ritagli di tempo (che saranno davvero pochi) e si continuerà a parlare non solo di cucina, ma anche di cucina.
Ci siamo lasciati a Bruxelles, ci ritroviamo in Italia, passando per le montagne afgane, e l'altopiano anatolico dove nulla è medio e tutto, ma proprio tutto, è generato e persiste nella contraddizione.
L'impatto è forte, la vita, specialmente nella capitale, relativamente semplice, l'inverno è molto freddo e l'estate molto calda: se nevica lo fa per mesi interi, se fa freddo non ci si limita ai -7, ma si arriva a - 21, se fa caldo si dorme sul pavimento, altrimenti è inutile affrontare la notte.
L'abbondanza la fa da padrona, lo spazio aperto anche. Se ci si siede a tavola si affrontano almeno dieci portate e si lascia sempre qualche cosa nel piatto, e se si affronta un viaggio per andare al mare ci si mette almeno sei ore, perchè la Turchia è tanta, in tutto.
lunedì 28 maggio 2012
lunedì 6 ottobre 2008
venerdì 26 settembre 2008
lunedì 22 settembre 2008
domenica 7 settembre 2008
domenica 24 agosto 2008
Hotel Hannon
Uno degli edifici fortunosamente sopravissuti alla barbara “brussellizzazione” è il magnifico Hotel Hannon, oggi sede di Contretype un centro di arte fotografica contemporanea conosciuto anche oltre i confini del plat pays.
Situato nell’angolo tra Av. de la Jonction et Av. Brugmann, questo bellissimo esempio d’art nouveau, progettato dall’architetto Brunfaut, non può passare inosservato neppure al più distratto dei passanti. Con soli due euro e cinquanta, si può varcare la soglia del portone in legno per visitare sia l’interno del palazzo che l’eventuale esposizione di fotografia in corso. L’entrata è magnificente – Monsieur Hannon non ha certamente badato a spese – con un imponente affresco bucolico di Emile Baudouin che ricopre tutta la parete della scala e il soffitto “a cupola” anch’esso rigorosamente decorato.
Situato nell’angolo tra Av. de la Jonction et Av. Brugmann, questo bellissimo esempio d’art nouveau, progettato dall’architetto Brunfaut, non può passare inosservato neppure al più distratto dei passanti. Con soli due euro e cinquanta, si può varcare la soglia del portone in legno per visitare sia l’interno del palazzo che l’eventuale esposizione di fotografia in corso. L’entrata è magnificente – Monsieur Hannon non ha certamente badato a spese – con un imponente affresco bucolico di Emile Baudouin che ricopre tutta la parete della scala e il soffitto “a cupola” anch’esso rigorosamente decorato.
foto: (c) ipb
giovedì 26 giugno 2008
"Les deux Paons": Café Art Nouveau

Ora credo sia giunto il tempo che tutti possano godere di qualche piacevole ora trascorsa a “Les deux Paons”, minuscolo café di 25 m2, tempio dedicato all’art nouveau dove tutto – dal liquore alla violetta, alle fotografie, dall’autentico sevizio in porcellana ai sacchetti di te in lino di “Mariage Frères” – riporta alla Belle Epoque.

D’inverno, in una giornata piovosa è un vero piacere, l’ambiente è caldo e intimo: si può leggere nella calma circondati da non più di due o tre altri lettori. D’estate si può godere del sole seduti in uno dei tre tavolini ordinatamente disposti sul marciapiede. Vero motivo di orgoglio della proprietaria è la toilette che proprio lei consiglia di fotografare.
foto:(c) ipb
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