martedì 29 aprile 2008

Coup de coeur # 1: l'incrocio a stella di Carlo il re


Di incroci a stella a Bruxelles ce ne sono numerosi, ma quello in cui convergono Chausée de Charleroi, rue Moris, rue de la Victoire, rue Dafacqaz, e rue de l’Aqueduc sprigiona un fascino senza pari. Sarà per il volto sorridente del sempreverde omino Cocacola che ammicca dall’alto di una casa fatiscente, sarà la rete dei cavi dell’81 del 97 e del 94, saranno i lampioni dal chiaro richiamo art nouveaux, o l’incessante passaggio di studenti indaffarati e urlanti, bambini appena usciti da scuola con i genitori per mano, o l’insieme di tutti questi elementi raggruppati in solo incrocio di strade, di rotaie, di fili, di energie, di persone di ogni genere e tipo, razza e colore, che qualche volta – incrociando lo sguardo – non temono di offrire un sorriso, sarà o non sarà, sta di fatto che aspettando a qualsiasi dei dodici semafori (!) dell’incrocio, non ci si stanca mai di osservare la vita brussellese nel suo scorrere quotidiano.
foto: (c) ipb

venerdì 25 aprile 2008

venerdì 18 aprile 2008

E l'atomo si illunimò



Una strana coincidenza della storia ha voluto che la città di Milano si sia aggiudicata l’Expo del 2015 proprio quando Bruxelles apre I festeggiamenti per i cinquant’anni dell’Atomium, costruito nel 1958 per la prima esposizione universale del dopoguerra. Da molti snobbato come un’emulazione mal riuscita della Tour Eiffel, l’Atomium in mezzo secolo è divenuto, insieme alla Grande Place, alla birra, alle patatine fritte e al gobelin, il simbolo della capitale d’Europa.
Il 17 aprile del 1958 il re Baldovino inaugurava la manifestazione, il 17 aprile del 2008 Bruxelles ha celebrato questo anniversario con l’inaugurazione del Pavillon du Bonheur, un padiglione temporaneo, costruito unicamente con le inconfondibili cassette gialle di birra Jupiler, nel quale sono esposte le creazioni presentante allora: dalle lampade da scrittoio, alle cuffie da piscina per signora, passando per le fruste per montare le uova. E non solo. Di particolare impatto emotivo è la stanza dedicata alla proiezione delle immagini delle altre esposizioni universali: dalla prima, nel 1851, a Londra, a quella di Shanghai nel 2010 per scoprire le idee “avveniristiche” che in numerosi casi fanno ancora parte del quotidiano di ciascuno di noi. E non solo lo sbatti uova o il macinacaffè, ma anche la fontana che Calder presentò a Buxelles nel 1958 e che oggi compare in tutte le fotografie panoramiche prese dal Mont des Arts.

Lungo tutto il percorso del cosiddetto Studio 58 (il tratto dell’ esplanade che congiunge il padiglione temporaneo all’Atomium) si possono ammirare delle bellissime installazioni en plein air create attraverso la riproduzione ingrandita delle fotografie d’epoca dei padiglioni nazionali, accanto a fotografie di artisti belgi contemporanei che ritraggono i cambiamenti urbanistici subiti dalla città a causa dell’Expo. E’ un tuffo nel passato con un occhio al presente. D’ora in poi non si potrà più attraversare la zona della Gare du Midi senza domandasi come appariva il quartiere prima del 1958.

La mostra e l’illuminazione notturna dell’Atomium sono in programma sino al 19 ottobre prossimo così come i numerosi eventi che si susseguiranno per ricordare un momento di gloria del Belgio e far scoprire ai più giovani i favolosi anni cinquanta. Per conoscere il programma basta cliccare su
http://www.atomium.be/, poi si tratta di scegliere tra l’Atomique party il 19 luglio con DJ di riconosciuta fama internazionale, una eccezionale brocante di oggetti anni ’50 all’ombra dell’Atomium, il 23 e 24 agosto, una performance avanguardistica di Musical Painting, The Musical Wheel, il 15 maggio, nata da una stretta collaborazione creativa tra un membro degli Sterolab, Seann O’Hagan e Jean-Pierre Muller, plasticista belga riconosciuto a livello internazionale.

foto: (c)ipb e dc