venerdì 11 maggio 2007

Siamo ciò che mangiamo?

[Arcimboldo (1527-1593), Vertumnus]

Sarà capitato anche a voi, al supermercato, quando aspettate alla cassa, di sbirciare o di guardare spudoratamente nei carrelli delle persone che aspettano avanti o dietro a voi e di comparare il loro viso con ciò che hanno nel carrello. Al Delhaize, a me capita sempre più spesso: in primo luogo, perchè in Italia è raro che vada al supermermercato - preferisco i negozietti specializzati - in secondo luogo, perchè in Italia scegliamo più o meno tutti gli stessi prodotti. Mai che manchi un pacco di pasta, una buona dose di verdure, le fettine di carne, il pane fresco e salumi e formaggi. Qui, invece, come non soffermarsi su chi compera il boudin noir per cercare un tratto somatico che lo riconduca immediatamente alle salsicce che sta per ingurgitare, o su chi ha un carrello stracolmo di porzioni di cibo precotto, alcune tavolette di cote d'or 80% noir, due lattine di coca light, e nessuna traccia né di frutta e verdura. Sono convinta che il detto "siamo ciò che mangiamo" (citazione di Feuerbach) abbia tutta una sua coerenza e mi piacerebbe provarlo empircamente. Mi piacerebbe svolgere uno studio sulle abitudini alimentari della popolazione di un determinato quartiere di Bxl, che generalmente è un miscuglio di etnie e classi sociali le più diverse, poi provare con un'altra zona della città e infine comparare i risultati. Non credo sia di facile realizzazione, tuttavia sarebbe divertente, macchina fotografica alla mano, confrontare il carrello e il volto di chi acquista. E da queste due immagini risalire alla nazionalità, al ceto sociale, alla professione e così via. Non ho certo la pretesa di ottenere un risultato dal profondo valore scientifico, anzi... anche se, pensandoci bene, potrebbe assumere un certo valore almeno per quanto riguarda lo studio del mercato... chissà se è una completa cretinata o qualcuno ci ha già pensato?

2 commenti:

Brikebrok ha detto...

Ma sì ! Il delhaize é il luogo perfetto per queste indagini , dall'"américain preparé" per i panini al bio più spinto c'è già un largo spettro! ...

angie ha detto...

Ommioddio la tua mi sembra un'idea splendida, e poi hai ragione la dinamica che descrivi é proprio quella lí...a me al super capita di giudicare sconosciuti a seconda del contenuto del carrello ;-P...lo confesso!

p.s.'expat' pure tu? Com'é il Belgio? é un bel pó che vorrei fare un giro a Bruxelles, Bruges e Anversa almeno..chissá!